ConclusoCentro storico di Palermo, quattro mandamenti · 2012–2013
- Pubblicazione progetto
- Luglio 2012
- Risultati questionario
- Febbraio 2013
- Ideatore
- arch. Michelangelo Pavia
- Contributori
- Lucrezia Mannino, Giuseppe Castellucci, Alice Franchina, Luisa Tuttolomondo, Marco Fuscaldo
- Partner questionario
- Associazione Semenza, semi per la mente e per la cittadinanza
- Area
- Centro storico di Palermo, quattro mandamenti (~22.000 residenti nella Prima Circoscrizione)
- Risposte al questionario
- 280 persone, 65% uomini/35% donne, 77% tra 18 e 45 anni, 43% residenti nel centro storico
- Consenso ai percorsi pedonali
- 66% pienamente favorevole + 28% favorevole a condizioni = 94%
Percorsi Palermo · microinterventi di ricucitura del tessuto urbano
Percorsi Palermo è il progetto urbanistico con cui, nel 2012, abbiamo proposto tre itinerari pedonali tematici per ricucire il centro storico di Palermo, la via dei mercati, la via dei musei, la via del verde, collegando lo spazio fisico a uno spazio virtuale di partecipazione. Un questionario pubblico ha raccolto 280 risposte, confermando che il 94% dei cittadini voleva più spazi pedonali.
Percorsi Palermo nasce nel luglio 2012 da un'idea dell'architetto Michelangelo Pavia, elaborata dentro il coworking neu [nòi] insieme a un gruppo di soci, Lucrezia Mannino, Giuseppe Castellucci, Alice Franchina, Luisa Tuttolomondo, Marco Fuscaldo. Il punto di partenza è un'osservazione personale: Palermo, come Lisbona, si racconta a chi la attraversa attraverso la memoria e i luoghi. Da qui l'idea di tre percorsi pedonali tematici capaci di attraversare i quattro mandamenti del centro storico, collegando allo stesso tempo uno spazio fisico e uno spazio virtuale di partecipazione e governance tecnologica.
Il percorso dei mercati valorizza Ballarò, Vucciria e Capo, i tre mercati alimentari storici, insieme a via Bandiera (tessuti) e via Calderai (lattoneria). La proposta prevede due interventi di cucitura: un nuovo settore di mercato a carattere etnico in via Casa Professa, adiacente a Ballarò, pensato per le comunità africane e indiane del quartiere; e un polo espositivo per l'artigianato provinciale in piazza Borsa, che riprende l'idea del mercato arabo dei lattarini (suk el attarin), con postazioni a turnazione prenotabili online.
Il percorso dei musei propone la pedonalizzazione dell'asse est-ovest da Porta Felice a Palazzo dei Normanni, per creare un "museo diffuso" che colleghi il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino, Palazzo Abatellis, la GAM, Palazzo Riso e la Cappella Palatina, un patrimonio che, denuncia il progetto, sconta una gestione antiquata e la mancanza di collaborazione tra le istituzioni.
Il percorso del verde collega le aree costiere del Foro Italico, Villa Giulia e l'Orto Botanico, con l'obiettivo di trasformare piazza Magione in una palestra a cielo aperto e di introdurre un festival annuale del fitness lungo la costa.
Ogni percorso è accompagnato da una proposta di "spazio virtuale", geolocalizzazione, totem informativi, portali di prenotazione, feedback dei cittadini, pensato per rendere gli interventi fisici, anche minimi, più visibili e partecipati.
Nel settembre 2012 abbiamo diffuso, insieme all'associazione Semenza, un questionario pubblico per validare l'idea. I risultati, pubblicati a febbraio 2013, hanno raccolto 280 risposte: il campione era per il 65% maschile, per il 77% tra i 18 e i 45 anni, con il 43% di residenti nel centro storico e il 48% di palermitani non residenti in centro. Alla domanda chiave, "ti piace l'idea di creare percorsi pedonali?", il 66% ha risposto "sì, assolutamente d'accordo" e un ulteriore 28% "sì, a determinate condizioni": un consenso complessivo del 94%. Tra i temi emersi con più forza nelle risposte aperte, il traffico e la mancanza di trasporto pubblico, l'inquinamento acustico, il degrado del patrimonio e, un'esigenza non prevista nel progetto originale, piste ciclabili e bike sharing, al punto da spingerci a immaginare un quarto percorso dedicato alle biciclette.
Percorsi Palermo è stato pubblicato a titolo gratuito, come contributo al dibattito cittadino sulla necessità di una pianificazione urbana con obiettivi chiari e un metodo di ascolto reale. È il primo, vero laboratorio della metodologia partecipativa che avremmo poi riportato in Verso La Favorita, nei percorsi per il Regolamento sui Beni Comuni e, più di dieci anni dopo, in Orbita.